Direttiva ATEX: classificazione, gruppi e categorie

Nel campo di applicazione della direttiva ATEX rientrano gli apparecchi che sono destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva. Per questi apparecchi è prevista una classificazione che si basa su diversi fattori tra cui:

  • l’ambiente in cui sono destinati ad essere utilizzati
  • il livello di protezione garantito dalle apparecchiature stesse
  • la tipologia di sostanze che danno luogo all’atmosfera esplosiva.

Quali sono i gruppi di appartenenza?

Il primo livello di classificazione definisce il gruppo di appartenenza dell’apparecchio e riguarda l’ambiente all’interno del quale l’apparecchio è destinato ad essere utilizzato:

  • il gruppo I è costituito dagli apparecchi che sono destinati ai lavori in sotterraneo nelle miniere e nei loro impianti di superficie. In questi ambienti il pericolo di esplosione è generato dalla possibile presenza di gas grisù e/o di polveri combustibili;
  • il gruppo II è costituito dagli apparecchi destinati ad essere utilizzati in altri siti differenti da quelli del gruppo I in cui è presente il pericolo di esplosione.

In quali categorie  si suddivide il gruppo I?

Il secondo livello di classificazione è differente per i due gruppi, ma in entrambi i casi dipende dal livello di protezione garantito dalle apparecchiature. In particolare il gruppo I è così suddiviso:

  • apparecchi di categoria M1 che assicurano un livello di protezione molto elevato e che rimangono operativi in atmosfera esplosiva anche in caso di guasto eccezionale dell’apparecchio;
  • apparecchi di categoria M2 che assicurano un livello di protezione elevato, la cui alimentazione di energia, in presenza di atmosfera potenzialmente esplosiva, deve essere interrotta.

In quali categorie si suddivide il gruppo II?

Il gruppo II è invece così suddiviso:

  • apparecchi di categoria 1 che assicurano un livello di protezione molto elevato e che sono destinati agli ambienti in cui l’atmosfera esplosiva è presente sempre, spesso o per lunghi periodi; gli apparecchi appartenenti a questa categoria devono assicurare il livello di protezione richiesto anche nel caso di un loro guasto eccezionale;
  • apparecchi di categoria 2 che assicurano un livello di protezione elevato e che sono destinati agli ambienti in cui è probabile che vi sia un’atmosfera esplosiva; gli apparecchi appartenenti a questa categoria devono assicurare il livello di protezione richiesto anche nel caso di anomalie ricorrenti o di difetti di funzionamento di cui occorre abitualmente tener conto;
  • apparecchi di categoria 3 che assicurano un livello di protezione normale e che sono destinati agli ambienti in cui vi sono scarse probabilità che si manifestino, e comunque solo per breve tempo, atmosfere esplosive; gli apparecchi appartenenti a questa categoria è sufficiente che assicurino il livello di protezione richiesto durante il funzionamento normale;

Gli apparecchi del gruppo II, sono poi suddivisi in base alla tipologia di sostanze che danno luogo all’atmosfera esplosiva, in particolare le sostanze sono così raggruppate:

  • gas, vapori e nebbie: in questo caso, nella marcatura dell’apparecchio, al numero che contraddistingue la categoria segue la lettera G (1G, 2G o 3G);
  • polveri: in questo caso, nella marcatura dell’apparecchio, al numero che contraddistingue la categoria segue la lettera D (1D, 2D o 3D).

La classificazione può essere facilmente dedotta dalla marcatura presente sulle apparecchiature, in particolare dalle prime indicazioni che seguono l’esagono contenente le lettere Ex.

Da sottolineare è il fatto che, se un apparecchio del gruppo II, a prescindere dalla categoria, è destinato ad essere utilizzato in atmosfere esplosive generate sia da gas, vapori e nebbie che da polveri, allora dovrà avere una doppia marcatura: una relativa ai gas, vapori e nebbie e l’altra relativa alle polveri.

Seguono alcuni esempi delle prime informazioni della marcatura che ne contraddistinguono la classificazione.

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