Il datore di lavoro ha la responsabilità per vizi palesi sulle macchine.

Egli infatti è tenuto a verificare la presenza di non conformità palesi prima della loro messa in servizio ed è responsabile di violazione degli articoli 70 e 71 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza) qualora metta a disposizione dei lavoratori macchine non conformi ai requisiti legislativi applicabili e quindi pericolose.

Per non conformità palese si intende infatti un vizio che può essere individuato da un esame visivo o da prove di funzionamento.

Le non conformità possono riguardare la macchina oppure la documentazione di accompagnamento della stessa, ad esempio in caso di dichiarazione di conformità errata oppure manuale di istruzioni incompleto.

Il fatto che la macchina sia marcata CE non esime il datore di lavoro dagli obblighi di verifica ai fini della sicurezza.

La sentenza del 29 gennaio 2013, n. 4549 della Cassazione Penale, sezione IV ribadisce la non validità difensiva del concetto di buona fede da parte del datore di lavoro che introduce una nuova macchina, all’interno del proprio ambiente di lavoro, senza verificarne i principi di sicurezza poiché munita della dichiarazione CE di conformità fornita dal costruttore. Tale sentenza è relativa all'infortunio di un lavoratore a seguito dell’utilizzo di una macchina priva delle protezioni antinfortunistiche relative agli organi di movimentazione della stessa, vizio palese e quindi rilevabile dal datore di lavoro:

Per quanto poi attiene all'assunto difensivo secondo cui l’imputato in piena buona fede aveva fatto utilizzare ai suoi dipendenti la macchina “passo passo” in quanto provvista della “Dichiarazione CE di conformità“, la Corte territoriale ha osservato che non risponde al vero che una eventuale insufficiente sicurezza della macchina non doveva essere imputata al datore di lavoro, in quanto il datore di lavoro è obbligato ad eliminare le fonti di pericolo per i lavoratori addetti all'utilizzazione di una macchina e, nella fattispecie che ci occupa, la pericolosità del macchinario non derivava da un vizio occulto.

La sentenza dell’11 marzo 2013, n 11445 della Cassazione Penale, sezione IV afferma che lassenza di infortuni in passato non è motivo per ritenere che il vizio sia occulto:

L'esistenza di un vizio occulto del macchinario non può certamente desumersi dalla circostanza per la quale il pregresso utilizzo del macchinario in questione non ha visto il verificarsi di analoghi infortuni… né poteva valere ad escludere la responsabilità del Datore di Lavoro il fatto che la macchina riportasse il marchio CE e che il costruttore non avesse indicato nel libretto di istruzioni l'esistenza di rischi residui. La Corte territoriale rilevava infatti che il datore di lavoro ha l'obbligo di garantire la salute dei lavoratori verificando che la macchina sia dotata di idonei dispositivi di sicurezza, in rapporto alle modalità del suo concreto utilizzo e quindi in tutti i momenti della sua utilizzazione.

Di conseguenza il Datore di Lavoro avrebbe dovuto e potuto rilevare la non idoneità ai fini prevenzionistici dell'attrezzatura perché la pericolosità della macchina era evidente essendo la guida ed i vari pezzi in movimento visibilmente sprovvisti di protezioni antinfortunistiche.

 

Come possiamo aiutarti per garantire la sicurezza delle macchine che usi?

Per supportare le aziende, negli adempimenti relativi alla sicurezza delle macchine in uso, Quadra propone un servizio di verifica che prevede:

  • censimento delle macchine in azienda per determinare se sono ante o post Direttiva macchine, per determinarne la tipologia, se sono accompagnate dalla necessaria documentazione e se hanno subito modifiche tali da richiedere una nuova marcatura CE
  • analisi delle macchine e delle attrezzature di lavoro per verificarne la conformità alle disposizioni legislative e normative applicabili in materia di sicurezza ed individuare le eventuali non conformità;
  • definizione degli interventi di adeguamento necessari a rendere le macchine e le attrezzature di lavoro conformi alle disposizioni applicabili (ripari, dispositivi di sicurezza, ecc.);
  • redazione di un rapporto attestante la conformità delle macchine alle disposizioni applicabili in materia di sicurezza, con particolare riferimento ai requisiti dell'allegato V del D. Lgs. 81/2008 (per macchine non marcate CE);
  • redazione del documento di valutazione dei rischi legati all'utilizzo di macchine e attrezzature, che rappresenta un’integrazione indispensabile della valutazione dei rischi dell’azienda prevista dagli articoli 17 e 28 del D. Lgs. 81/2008;
  • valutazione dei rischi specifici legati all'utilizzo di macchine e attrezzature, quali rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, ergonomia, movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e sovraccarico biomeccanico;
  • stesura delle procedure di sicurezza per operare sulle macchine e sulle attrezzature di lavoro ai sensi dell'art. 33 del D. Lgs. 81/2008;
  • formazione dei lavoratori sull'uso sicuro delle macchine ed attrezzature di lavoro, come previsto dagli art. 37 e 73 del D. Lgs. 81/2008;
  • assistenza per la marcatura CE per esempio macchine autocostruite o modificate.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

VUOI SCARICARE IL CAPITOLO SULLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL NOSTRO LIBRO SULLA DIRETTIVA MACCHINE?

Inserisci i tuoi dati per ricevere il file e rimanere in contatto con noi 
SCARICA IL FILE  ED ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
A questo link potrai leggere tutte le info su come gestiremo la tua Privacy
Quadrasrl
close-link
Torna su