Industria/Transizione 4.0

Iperammortamento Industria 4.0: miti e leggende

Industria 4.0 ed iperammortamento, mi occupo di questo argomento dal novembre 2016.

Ho seguito l’iter della legge, la prima bozza della circolare tecnica mai ufficializzata dal ministero e poi confluita in quella dell’Agenzia delle Entrate, le prime FAQ tecniche poi parzialmente modificate, la circolare ufficiale del Mise ed Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, altre FAQ, altre discussioni ed interpelli mandati avanti anche da noi tramite le associazioni di Federmacchine…

Ho studiato i testi e riassunto le principali informazioni in un articolo sul nostro sito che mantengo costantemente aggiornato.

Nel 2017 il nostro perito Ing. Ernesto Cappelletti  ha effettuato perizie tecniche giurate per un valore di beni superiore agli 80 milioni di euro, che non è poca cosa anche come esperienza applicativa.

Tutti i giorni mi confronto con tecnici e fiscalisti di due Confindustrie locali su temi ancora poco chiari e, con clienti e tecnici della mia azienda, su problematiche reali incontrate sul campo.

Tutti i giorni cerco di dare risposte accurate a tutti gli interlocutori che chiamano da sito chiedendo informazioni ma, tutti i giorni, mi vengono chieste e riferite assurdità sotto forma di regole raccontate ma scritte da nessuna parte.

Ad esempio un cliente, costruttore di macchine, ieri mi ha domandato come compiliare il fantomatico “Certificato di Conformità per industria 4.0”, che  – a sentire l’acquirente della macchina – dovrebbe essere un documento di fornitura obbligatorio.

Un altro cliente ha chiesto conferma del fatto che il nostro perito, iscritto all’Albo degli ingegneri, si avvalga dell’abilitazione del ministero per periziare i beni industria 4.0, abilitazione che, a detta del loro consulente, hanno ottenuto solo in pochissimi fortunati periti …

Un fornitore di beni ha scritto sul suo sito, in caratteri dorati cubitali, di avere depositato una perizia asseverata presso il tribunale di X e che quindi il bene venduto è iperammortabile mentre i beni analoghi dei concorrenti non lo sono.

Un utilizzatore ha chiesto il costo della perizia per un bene che, a nostro parere, nulla aveva a che vedere con i beni iperammortabili. Però la richiesta era accompagnata da una relazione del fabbricante, firmata da un ingegnere, che asseriva l’appartenenza del bene all’elenco dei beni agevolabili, e – ciliegina sulla torta – il fabbricante suggeriva lo stesso ingegnere come perito.

Terzietà obbligatoria del perito questa sconosciuta…

Che dire delle attestazioni industria 4.0 ready?

Ne ricordo una che attribuiva stelline, da 1 a 5, alle macchine per valutare il livello di soddisfacimento del “paradigma industria 4.0”; pensare che a noi sarebbe bastato un banale codice identificativo di PLC, anche non a 5 stelle.

Oppure quella emessa da Ente certificatore dove uno strumento per pesare veniva inserito nell’elenco A1 delle macchine per produrre. Sarebbe stato troppo semplice inserirlo in A2, ovvero nel gruppo specifico dei sistemi di misura, il cui esempio citato nella circolare sono proprio le bilance?

Ascolto messaggi pubblicitari alla radio, dove si comunica che, con l’attestazione di ente accreditato, la procedura di ottenimento dei benefici è più semplice: NON esiste alcuna procedura, i benefici sono automatici, basta averne diritto, produrre perizia o attestazione ed iscriverli a bilancio correttamente.

Leggo Modelli di auto dichiarazione del legale rappresentante, per beni di valore tale da non avere bisogno di perizia giurata, dove si dichiara che un tornio possiede le 5 più 2 caratteristiche tecniche necessarie per l’ottenimento i benefici fiscali.

Ma poi, appena sotto, si dichiara erroneamente anche che il tornio appartiene anche alla categoria A2 dei beni per la qualità e sostenibilità ambientale… forse perchè, così facendo, definendo il tornio appartenente a ben 2 categorie di beni iperammortabili, si aspira al raddoppio dell’iperammortamento…

Ma questo tornio è una macchina utensile o un sistema di misura? 

Utilizzatori e fabbricanti ricordatevi che:

  • Non esiste nessun obbligo di emettere dichiarazioni o certificati che non siano quelli per le direttive europee di prodotto
  • Non esiste nessun organismo, ente o persona fisica autorizzata dal ministero per le perizie. La legge è molto chiara e tutti gli enti di certificazione, accreditati da Accredia, o periti industriali o ingegneri, iscritti nei rispettivi albi, anche se non hanno mai visto da vicino un macchinario industriale e non sanno nulla di interconnessione, possono fare le attestazioni e perizie giurate.
  • Le perizie o attestazioni valgono tutte allo stesso modo, se sono sbagliate paga l’utilizzatore, poi l’assicurazione coprirà eventualmente sanzioni ed interessi, ma il beneficio fiscale sara’ perduto
  • La responsabilità dell’iperammortamento ricade sul fruitore, non vi salveranno perizie depositate (anzi non depositate) presso alcun tribunale da parte dei fornitori.

Per finire, fornitori, ricordatevi che se qualche cliente farà un incauto acquisto, sulla base di falsi benefici fiscali, ventilati da una vostra pubblicità scorretta, prima o poi ve ne potrà chiedere ragione.

Elena Bottura

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Industria 4.0: la guida completa

Il piano nazionale Industria 4.0 nasce a fine 2016 con il ministro Carlo Calenda, è stato attivato dal 1 gennaio 2017 e consisteva in agevolazioni fiscali, nella forma di iperammortamento, per l'acquisto di beni nuovi strumentali da parte di aziende, ovvero per l'acquisto di beni materiali (macchine ed impianti) o immateriali (software) purché innovativi ed interconnessi. Dal 2020 è stato trasformato in Transizione 4.0.

Industria 4.0: cos'è

Il termine industria 4.0 si riferisce ad una “quarta rivoluzione industriale” che cambierà il modo produttivo tramite l’uso diffuso di connessioni wireless e sensori a basso costo.

Questa rivoluzione sarà caratterizzata dall’utilizzo sempre più massiccio di dati ed informazioni, di nuovi materiali, sistemi totalmente digitalizzati e connessi (internet of things and machines).

In pratica, dopo l’internet delle informazioni, avremo l’internet delle cose.

Il piano Industria 4.0 è stato proposto originariamente  con l’obiettivo di incentivare gli investimenti delle aziende in tecnologie, migliorarne la competitività ed aumentare la spesa delle aziende in ricerca, sviluppo ed innovazione.

Industria 4.0 e credito d'imposta

La legge su cui si basa tutto l'impianto normativo tecnico, e tale rimarrà anche negli anni successivi, è Legge 232/2016.

Questa legge definisce negli allegati A e B le tipologie di beni che sono oggetto di agevolazione, e a parte una modica minore della finanziaria 2019 sui software, rimane ancora oggi il riferimento per la classificazione dei beni agevolabili.

La stessa legge definisce le modalità di interconnessione che rendono i beni agevolabili come iperammortamento (periodo 2017-2019) e poi come credito di imposta (2020- 2025).

Infatti le agevolazioni, dal 2020, diventano credito di imposta Transizione 4.0 ed in questa forma rimarranno fino al 2025.

Transizione 4.0, rispetto a Industria 4.0 ha aggiunto alcuni adempimenti formali, tra cui una comunicazione al MISE.

Cos'è l' iperammortamento? 

L'iperammortamento, detto in parole semplici da tecnici, come siamo, è un meccanismo tale per cui il costo di un bene strumentale viene "contato" maggiorato rispetto al costo reale di acquisto del bene, in questo modo l'utile dell'impresa, essendo i costi strumentali più alti, diminuisce e l'impresa pagherà meno tasse.

In realtà i costi dei beni strumentali non vengono mai conteggiati sull'anno dell'investimento ma vengono spalmati su vari anni in quote annuali di ammortamento, con l'iperammortamento queste quote, fiscalmente deducibili, saranno più alte.

La deduzione di opera in via extracontabile, ma queste sono cose che farà il tuo fiscalista in fase di bilancio.

Cos'è il credito di imposta ?

Il credito di imposta di cui può godere l'azienda che acquista una macchina interconnessa è una percentuale del costo di acquisizione (nel 2022 è il 40% del valore imponibile della macchina), ad esempio se la macchina costa 100.000,00 euro più IVA, il credito di imposta godibile in 3 anni è di 40.000 euro.

Il credito d'imposto viene goduto come compensazione su F24 con l'uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell'AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021 e 2022.

L'agevolazione verrà goduta dall'impresa in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di interconnessione dei beni.

Tipologia di beni materiali agevolabili

Possono fruire dell’agevolazione esclusivamente i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio  dell’attività. In particolare deve trattarsi di beni di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.
Di conseguenza l'agevolazione
non spetta:
ai beni destinati alla vendita (c.d. beni merce), nonché trasformati / assemblati per ottenere
prodotti destinati alla vendita;
•ai
materiali di consumo.

I beni devono essere nuovi?

Ai fini dell’agevolazione i beni devono presentare il requisito di novità e pertanto la stessa non spetta per i beni a qualunque titolo già utilizzati”.

L’agevolazione è riconosciuta anche in presenza di beni complessi, realizzati in economia, anche con l’apporto di beni usati purché il loro costo
non risulti di entità prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto
. Il medesimo requisito è richiesto qualora il bene complesso che incorpora anche un bene usato sia stato acquistato da terzi.

In tal caso il venditore deve attestare che il costo del bene usato non è prevalente rispetto al costo complessivo.

Come possono essere acquistati i beni?

I beni agevolabili possono essere acquisiti mediante

  • acquisto in proprietà
  • leasing (agevolabili quota capitale e prezzo del riscatto)
  • appalto
  • costruzione in economia
  • sale and lease back

Beni realizzati in economia

Per i beni realizzati in economia vanno considerati i costi imputabili all’investimento sostenuti nel periodo agevolato, tenendo conto del suddetto principio di competenza.

Contratto di appalto a terzi

Qualora l’investimento sia realizzato mediante un contratto di appalto a terzi, in base al principio di competenza i costi si considerano sostenuti dal committente:
• alla data di ultimazione della prestazione;
• in caso di stati di avanzamento lavori (SAL), alla data in cui l’opera / porzione dell’opera è verificata ed accettata dal committente.

Quale è il periodo di effettuazione dell’investimento?

In merito all’individuazione del periodo di effettuazione dell’investimento è necessario avere riguardo al principio di competenza ex art. 109, commi 1 e 2, del TUIR, in base al quale le spese di “acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale”, senza tener conto di clausole di
riserva della proprietà.
Per i
beni in leasing, ai fini dell’agevolazione:
• rileva la
data di consegna del bene, ossia il momento in cui entra nella disponibilità del locatario;
• qualora il contratto preveda la clausola di prova a favore del locatario, rileva il
momento della dichiarazione di esito positivo del collaudo;
mentre
non è rilevante la data del riscatto

Entrata in funzione del bene

Per fruire dell’agevolazione è richiesta l’entrata in funzione del bene; infatti, l’ammortamento decorre, ai sensi dell’art. 102, TUIR, dalla data in cui si verifica tale evento.

È pertanto necessario verificare i 2 momenti fondamentali,  ovvero quando:
•  viene effettuato l'
investimento nel periodo agevolato;
• il momento a partire dal quale l'azienda
inizia a fruire dell’agevolazione (iperammortamento o credito di imposta), costituito dall’entrata in funzione del bene e dell'avvenuta interconnessione, momento formalmente identificato tramite un'attestazione o perizia.

Esempio Un’impresa acquista una macchina consegnata il 30.12.2021. La stessa entra in funzione, e viene interconnessa,  il 10.7.2022. Pertanto:
- l'azienda matura il diritto al beneficio ad esempio secondo la legge 178/2020 , in quanto l’investimento nel bene materiale strumentale nuovo è “effettuato” entro il 31.12.2021;
- il credito di imposta  può essere fruito solo dal mese di agosto 2022  in quanto è in tale anno che il bene “entra in funzione” e viene interconnesso (interconnessione successiva).

Industria 4.0 e imprese: soggetti beneficiari

Il beneficio in esame riguarda i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano.
Sono esclusi dall’agevolazione i soggetti che esercitano arti e professioni.

Cosa si intende per bene interconnesso

Il bene può essere definito interconnesso qualora:
• scambi informazioni con sistemi interni (ad esempio, sistema gestionale, sistemi di
pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e
controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (ad esempio, clienti, fornitori,
partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.)
per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e
internazionalmente riconosciute (ad esempio, TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
• sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante
l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (ad esempio, indirizzo IP).

 

Questi sono i concetti base applicabili sia all'iperammortamento che al credito di imposta, se vuoi vedere le percentuali di beneficio fiscale, esempi, regole di dettaglio e tempistiche, dovrai consultare gli articoli dedicati, ovvero le domande e risposte sull' Iperammortamento  e sul credito di imposta.

Abbiamo scritto questa guida sulla base delle seguenti fonti:

Industria 4.0: la guida completa Leggi tutto »

Industria 4.0 e credito d’imposta 2021: tutte le novità

In questo articolo abbiamo raccolto le principali domande e risposte su Transizione 4.0 ovvero il credito di imposta 2021.

Transizione 4.0 2021 in pratica ha sostituito quello che avrebbe dovuto chiamarsi "Industria 4.0 2021" se il meccanismo agevolativo dell'iperammortamento Industria 4.0 fosse proseguito; cambia il meccanismo per godere dei benefici ma la parte tecnica, di nostra pertinenza, è  rimasta immutata dal 2017.

Dal 2020 infatti non si parla più di iperammortamento, perchè l'agevolazione definita "iperamortamento", dal 2020 è stata sostituita dal meccanismo del credito di imposta.

Nel 2021, rispetto al 2020, i benefici per chi acquista macchinari sono anche migliorati perchè sono state aumentate sia le aliquote che il massimale annuo!

L'articolo è stato scritto per chi vuole vendere e comprare macchinari industriali con l’obiettivo di godere dei vantaggi previsti dal piano nazionale Transizione 4.0 del 2021.

Alla fine dell’articolo sono elencati i principali suggerimenti per gli acquisitori e fabbricanti di macchine industriali.

Se l'articolo ti piace, puoi linkarlo nel tuo sito, citando la fonte; evita per favore di copiarlo, non solo perchè è vietato dalla legge ma anche perché è già stato copiato molte volte e Google, riconoscendo le pagine copiate, non posizionerebbe  bene il tuo sito.

Nel nostro blog troverai anche un'analisi delle attività che abbiamo effettuato su Industria 4.0 nel periodo 2017/2018 e un articolo che racconta alcuni "Miti, leggende ed errori" a proposito delle perizie e delle attestazioni per Industria 4.0.

In questo altro nostro articolo troverai tutte le informazioni relative alla nascita del piano Industria 4.0 del 2017 e le regole che ancora valgono per i beni il cui investimento sia iniziato negli anni 2017-2019 (piani Impresa 4.0 e Industria 4.0).

Ti consiglio di leggere anche questo articolo interessante "Come scegliere il perito per Industria/Transizione 4.0" ed evitare errori che potrebbero essere molto costosi.

Contenuto  aggiornato con la Circolare 4E del 30/03/2017 AdE e MISE,  Legge di Bilancio 2021, n.178/2020 Art.1, commi da 1051 a 1064

1. Transizione 4.0 2021: quali sono le principali differenze rispetto a Transizione 2020?

La legge di bilancio 2021 (Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, art. 1, commi dal 1051 al 1067) ha rinnovato gli incentivi di Transizione 4.0 per l'acquisto di beni strumentali interconnessi o non (ex superammortamento) da parte delle imprese, mantenendo la tipologia di modalità di godimento dell'agevolazione 2020, ovvero il credito di imposta.

Nel caso del vecchio super ammortamento (macchine non interconnesse), l'agevolazione sarà sempre in forma di credito di imposta, ma sarà estesa anche ai software, e pari al 10% (6% nel 2020) del valore del bene nuovo acquistato; con massimali  fino a 2.000.000 di euro di beni materiali e 1.000.000 di euro di beni immateriali.

Anche, l'agevolazione per i beni interconnessi, è stata migliorata, proponendo un credito di imposta pari al:

  • 50% (40% nel 2020) del valore dei beni materiali acquistati
  • ed al 20% (15% nel 2020) dei beni immateriali (software)

fino ad un investimento totale, sul periodo di imposta, rispettivamente di  2.500.000 di euro e 1.000.000 di euro (massimali).

Una novità interessante è che sarà possibile usurfruire del credito immediatamente nell'anno dell'investimento, senza attendere il successivo per beni interconnessi. 

Il credito d’imposta non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP. Esso è cumulabile con altre agevolazioni (ad esempio per il Sud) a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo totale sostenuto

Però ci saranno da considerare alcuni adempimenti burocratici obbligatori:

  • le imprese che godono delle agevolazioni 2021 devono effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico;
  • la perizia giurata  (o attestazione da ente) è obbligatoria per beni di valore superiore o uguale a 300.000 euro (nel 2020 era perizia semplice);
  • le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058 dell'art.1 della Legge 178 del 30 dicembre 2020.

Cosa bisogna fare se le fatture di acquisto non riportano i riferimenti di legge?

Come descritto sopra le fatture dei beni acquistati, ed ordinati, nel 2020 e 2021. quindi soggetti a Transizione 4.0 (credito di imposta), devono riportare la frase che i beni sono agevolabili secondo l’art. 1 della legge n.160 del 2019 e legge 178 del 2020.

Infatti la mancanza dei riferimenti è molto grave perché il comma 195, dell'articolo 1 della legge n. 160 del 2019, dispone che "Ai
fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d'imposta sono
tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a
dimostrare l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.
A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati
devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194..."

Siccome ci sono stati interpelli all'Agenzia delle Entrate, perché su molte fatture mancano i riferimenti, in particolare sugli acconti ovviamente perché la legge non c'era ancora l’Agenzia il 5 ottobre 2020 ha reso disponibili un paio di risposte per permettere la regolarizzazione delle fatture.

Le risposte sono la risposta n. 438 (per l'analogo problema della Sabbatini) e n. 439, del 5 ottobre 2020 scaricabile cliccando qui

In pratica, semplificando:

  • se le fatture da regolarizzare sono cartacee è sufficiente  scrivere sopra la frase in modo indelebile con i riferimenti della legge, a penna o con un timbro (su ogni fattura di acconto e saldo)

oppure se la fattura è elettronica ci sono 2 possibili alternative:

  • stampare la fattura e scrivere la frase come sopra
  • realizzare un’integrazione elettronica della fattura da unire all'originale e conservare insieme allo stesso con le modalità indicate, seppur in tema di inversione contabile, nella circolare n. 14/E del 2019.

2.  Come si calcola il credito di imposta 2021 per i macchinari?

Per incentivare i nuovi investimenti privati in tecnologie, la legge di bilancio 2021 ha definito nuove aliquote differenziate per il credito di imposta degli investimenti di macchinari, iniziati a partire dal 16 novembre 2020, o nel corso del 2021.

Esse sono:

  • CREDITO DI IMPOSTA del 50% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • CREDITO DI IMPOSTA del 30% del valore del bene per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro;.
  • CREDITO DI IMPOSTA del 10% del valore del bene per gli investimenti oltre 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

Il credito di imposta non si applica alla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

L’aliquota si applica, a scaglioni incrementali, al totale degli investimenti e non al valore del singolo bene acquistato.

Il credito di imposta di cui può godere l'azienda che acquista una macchina interconnessa è quindi il 50% del valore imponibile della macchina, ad esempio se la macchina costa 100.000,00 euro più IVA, il credito di imposta godibile in 3 anni è di 50.000 euro.

Questo credito è cumulabile con il credito Sud.

3.  Quali sono le nuove aliquote del credito di imposta 2021 per i software?

Per incentivare i nuovi investimenti privati in tecnologie, la legge di bilancio 2020 ha definito una nuova aliquota per il credito di imposta degli investimenti di beni immateriali.

  • CREDITO DI IMPOSTA del 20% del valore del bene immateriale per gli investimenti fino a 1.000.000 euro.

4.Come usurfruire del credito di imposta? 

Il credito d'imposto viene usurfruito come compensazione su F24 con l'uso dei 6 NUOVI codici tributo istituiti con la risoluzione dell'AdE n. 3/E del 2021 per utilizzare in compensazione i bonus previsti dalla legge di Bilancio 2020 e dalla legge Bilancio 2021.

L'agevolazione verrà goduta dall'impresa in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni.

5. Cosa succede per gli investimenti decisi nel 2019?

Per gli investimenti per i quali sia già stato dato acconto del 20% entro il 31 dicembre 2019, o siano stati acquisiti nel 2019, ma non ancora interconnessi, NON CAMBIA NULLA, si applica la legge di bilancio 2019 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) con iperammortamento al 250%.

6. Cosa succede per gli investimenti decisi nel 2017 e 2018?

Per gli investimenti per i quali sia già stato dato acconto del 20% entro il 31 dicembre 2018, o siano stati acquisiti nel 2017 o 2018, ma non ancora interconnessi, NON CAMBIA NULLA, si applica la legge di bilancio 2018 (legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificata dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Vedi quindi il nostro articolo sull'iperammortamento 2019.

7. Quali sono le tempistiche per godere del credito di imposta 2021?

Il beneficio vale per beni nuovi ordinati dal 16 novembre 2020, acquistati, anche in leasing, e consegnati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero consegnati entro il 30 giugno 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Il credito sarà possibile anche nel 2022, con beni consegnati entro il 30 giugno 2023, ma con aliquote inferiori del 10% rispetto a quelle del 2021.

8. Chi può accedere al credito d'imposta 2021 Transizione 4.0?

Possono accedere al credito d'imposta 2021  tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato,  indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale.

Da dopo l’entrata in vigore del decreto chiamato "dignità" del luglio 2018, i beni acquistati devono essere operativi all’interno del territorio nazionale.

Sono escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Per le imprese ammesse al credito d’imposta, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Quindi presta molta attenzione al rispetto dei requisiti di sicurezza e salute dei lavoratori della tua azienda (D.Lgs. 81/08).

9. Quali sono i beni strumentali che rientrano nel credito di imposta?

Il credito d'imposta si applica a beni (acquistati anche in leasing) dei seguenti tipi:

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati in allegato A della legge;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge, indispensabili per fare funzionare i beni materiali in allegato A.

L’Allegato A (beni materiali elenca 3 CATEGORIE di beni:

  • A1: beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti (ad esempio macchine per la produzione, imballaggio, lavorazione, macchine utensili, ecc.);
  • A2: sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sistemi di sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.);
  • A3: dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (ad esempio sistemi di sicurezza per prevenire infortuni, diminuire errori ed aumentare l’efficienza).

L’Allegato B (beni immateriali), invece, come beni ammortizzabili prevede programmi e applicazioni  acquistati  da aziende che già investono in  beni materiale in logica industria 4.0 (ad esempio software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni).

All’allegato B originario, la legge di bilancio 2018, ha aggiunto i seguenti beni:

  • sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

10. Quali sono le caratteristiche che devono avere i macchinari (A1) per godere dell’agevolazione?

I beni acquistati devono avere alcune caratteristiche tassative ed alcune aggiuntive.

Il motivo di questi vincoli è che si vuole spingere l’acquisto di macchine avanzate interconnesse al sistema di fabbrica e con altre componenti del ciclo di lavorazione, ovvero realmente un progetto industry 4.0 e non un semplice acquisto di nuove macchine per una produzione tradizionale.

Infatti l’obiettivo del piano nazionale è portare la produzione italiana a livelli molto alti di automazione ed interconnessione, non solo all’interno della fabbrica ma anche tra imprese che lavorano insieme, ad esempio tra fabbrica e logistica.

11. Quali sono le caratteristiche tassative dei macchinari per godere dell’agevolazione?

Le macchine in elenco A1 devono avere tutte e 5 queste caratteristiche:

  1. controllo per mezzo di CNC e/o PLC (vedi nota 1 sotto);
  2. interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
  3. integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
  4. interfaccia uomo macchina semplice ed intuitiva;
  5. rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza.

Nella parte finale di questo articolo troverai esempi di componentistica industriale per soddisfare questi requisiti.

Nota 1: La circolare 4E del 30/03/2017 ha chiarito che la caratteristica del controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller) è da considerarsi pienamente accettata anche quando la macchina/impianto possiede soluzioni di controllo equipollenti, ovvero da un apparato a logica programmabile PC, microprocessore o equivalente che utilizzi un linguaggio standardizzato o personalizzato, oppure più complessi, dotato o meno di controllore centralizzato, che combinano più PLC o CNC (ad esempio: soluzioni di controllo per celle/FMS oppure sistemi dotati di soluzione DCS – Distributed Control System).

12. Quali sono le caratteristiche aggiuntive dei macchinari per godere dell’agevolazione?

La macchina deve avere almeno 2 caratteristiche tra queste 3 elencate:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico) (vedi nota 2 sotto).

Nella parte finale di questo articolo troverai esempi di componentistica industriale per soddisfare questi requisiti.

Nota 2: La circolare 4E del 30/03/2017 ha chiarito che si fa riferimento al concetto del cosiddetto digital twin, ovvero della disponibilità di un modello virtuale o digitale del comportamento della macchina fisica o dell’impianto, sviluppato al fine di analizzarne il comportamento anche, ma non esclusivamente, con finalità predittive e di ottimizzazione del comportamento del processo stesso e dei parametri che lo caratterizzano. Sono inclusi modelli o simulazioni residenti sia su macchina che off-line come ad esempio i modelli generati tramite tecniche di machine learning.

13. Cosa significa una macchina interconnessa?

La Circolare 4E del 30/03/2017 ha chiarito che la caratteristica dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program è soddisfatta se:

  • il bene scambia informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • inoltre, il bene deve essere identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

La parola fabbrica deve essere intesa come un ambiente fisico dove avviene creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti;  per istruzioni si può intendere anche indicazioni, che dal sistema informativo di fabbrica vengano inviate alla macchina, legate alla pianificazione, alla schedulazione o al controllo avanzamento della produzione, senza necessariamente avere caratteristiche di attuazione o avvio della macchina.

In pratica la macchina deve essere dotata di un sistema collegato con la rete aziendale esistente e con alcuni apparati (ad esempio un sistema IPC tipo un Simatic industrial tablet PC, network switch Scalance W, field PC, NETWORK SERVER).

14. Cosa deve fare l’impresa per godere dell'agevolazione?

L’impresa deve acquistare i beni, materiali o immateriali, dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2021, oppure deve emettere l’ ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 dicembre 2021 e mettere in funzione il bene entro il 30 giugno 2022.

I benefici continueranno anche nel 2022, e fino al 30 giugno 2023, con un acconto versato entro il 2022, analogamente, ma ci sarà una diminuzione del 10% delle aliquote rispetto a quelle del 2021, quindi con un peggioramento delle condizioni.

L’impresa, per beni del valore inferiore a 300.000 euro, deve poi acquisire un’attestazione che dimostri che il bene:

  • possieda tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge;
  • sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

15. Come richiedere il credito di imposta? 

ATTENZIONE!!!

Rispetto alle regole del 2017 / 2018 / 2019 dal 2020 c'è un adempimento obbligatorio nuovo.

Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

I modelli di comunicazione sono stati resi disponibili solo il 20 ottobre 2021, SCARICALI QUI.

L'agevolazione verrà poi goduta dall'impresa come credito di imposta utilizzabile, solo in compensazione con il mod. F24, in 3 quote annuali (erano 5 nel 2020) di pari importo a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni.

16. Chi deve fare l’attestazione per l'agevolazione?

Per beni con un costo fino a 300.000 euro può bastare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte del legale rappresentante dell’impresa.

Per beni di costo superiore a 300.000 euro, serve una perizia tecnica  asserverata emessa da parte di un ingegnere o perito industriale, iscritti all’albo professionale, o un attestato di conformità emesso da un ente di certificazione accreditato (definizione da testo di legge, non è chiaro se si tratta di Ente Notificato).

L’attestazione è fatta per il singolo bene, non vale un’attestazione unica per tutti i beni acquistati nell’anno, anche se una singola perizia può descrivere e comprendere molti beni.

17. Quando deve essere fatta l’attestazione per l’agevolazione?

L’attestazione, o la perizia, deve essere fatta entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso con la fabbrica.

Solo dal momento dell’interconnessione vale il credito di imposta del 50% , prima si applica il credito al 10% per macchinari non interconnessi.

19. Cosa succede per le macchine acquistate in leasing?

L'agevolazione è applicabile anche ai beni acquistati in leasing, il costo da considerare, per il calcolo del credito di imposta, è quello di acquisizione del bene da parte del leasing.


Suggerimenti per chi compra e per chi vende macchinari

Se sei un acquirente di macchine soggette all’agevolazione del credito di imposta … 

  • verifica che la macchina/bene strumentale che hai intenzione di acquistare rientri nelle tipologie comprese nell’elenco dell’allegato A della legge (Gazzetta Ufficiale);
  • controlla che la macchina, in elenco A1, abbia le caratteristiche tassative, riportate di seguito per comodità:
    • controllo per mezzo di CNC e/o PLC;
    • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
    • integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
    • interfaccia uomo macchina semplice ed intuitiva;
    • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza;
  • accertati, e fatti dichiarare dal costruttore nella conferma d’ordine, che la macchina, in elenco A1, abbia almeno 2 tra le seguenti caratteristiche:
    • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
    • sistemi per il monitoraggio continuo di processo;
    • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

I dettagli tecnici esatti li trovi qui.

Ricorda che, senza la dichiarazione/attestazione di interconnessione alla fabbrica — entro l’esercizio fiscale in cui la macchina viene messa in funzione — NON potrai godere del credito di imposta, anche se la macchina ha tutte le caratteristiche di legge.

Ricorda inoltre che tutti i documenti relativi all'acquisizione del bene (fatture, ordini, contratti, leasing, documenti di trasporto, ecc...) dovranno riportare la dicitura che trattasi di bene agevolato secondo la legge 168 del 30 dicembre 2020, art 1 commi da 1054 a 1058.

Cosa possiamo fare noi di Quadra Srl per aiutarti?

In Quadra ci occupiamo, dal 1995, di fornire consulenza e formazione sulla sicurezza delle macchine ed impianti industriali.

Anche grazie ai nostri partner del mondo dell’automazione (Schmersal Italia, Omron, KUKA Roboter, ABB, Tritecnica, Access, Leuze, Rockwell, SMC) riusciamo a fornire ai nostri clienti assistenza tecnica qualificata nella progettazione delle macchine e nella scelta dei componenti.

La nomina nel 2016 del nostro Responsabile tecnico, ing. Ernesto Cappelletti, a Rappresentante Federmacchine in ambito UNI, relativamente agli aspetti normativi meccanici, ci permette di seguire i lavori di normazione fin dal loro inizio.

Quadra è anche Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico, iscritto nel Sistema Questio della Regione Lombardia.

Dal 2016, aderiamo al Cluster Tecnologico Nazionale Fabbrica Intelligente (CFI) che mira a rendere operativo il Piano Nazionale Industria 4.0 del Ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la presentazione delle più avanzate tecnologie 4.0 e delle loro possibili applicazioni.

Dal 2017 collaboriamo con il Consorzio per la meccatronica INTELLIMECH  per supportare attivamente i nostri clienti  sulle tematiche dell’interconnessione di INDUSTRIA 4.0 ed i clienti di INTELLIMECH con il nostro know-how sulla sicurezza. Parallelamente, su INDUSTRIA 4.0, collaboriamo con il team di fiscalisti di Confindustria Bergamo.

Quadra è anche iscritta alla piattaforma per chi fa innovazione OPEN INNOVATION di Regione Lombardia.

Per aiutare ad applicare correttamente il programma industria 4.0, possiamo fornirti la nostra consulenza tecnica.

In fase di selezione ed acquisto delle macchine verifichiamo le specifiche e le offerte dei costruttori per assicurare che le macchine soddisfino tutte le condizioni tecniche previste dalla legge con l’obiettivo di godere delle agevolazioni 2020.

Possiamo assisterti anche preparando una relazione tecnica per la dichiarazione dei requisiti di legge da parte del legale rappresentante.

Infine il nostro direttore tecnico, ing. Ernesto Cappelletti, Innovation Manager (iscritto dell'elenco Innovation Manager del MISE) può emettere la perizia tecnica obbligatoria per i beni superiori a 300.000 euro di costo. Importante: l’attività peritale è coperta da assicurazione LLOYD con massimale di 10 milioni di euro.

Nel 2017, 2018 e 2019, 2020 abbiamo assistito molte aziende in questo percorso, per un valore totale di beni iperammortabili superiore di 165 milioni di euro.

Fai attenzione che, anche in caso di dichiarazione da parte del legale rappresentante, una relazione tecnica potrebbe aiutarti a dimostrare l’esistenza dei requisiti dell’installazione richiesti dalla legge, soprattutto dopo molti anni in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La responsabilità per false dichiarazioni è penale, verifica bene la presenza delle caratteristiche tecniche prima di dichiarare cose non note.

Compila il modulo ad inizio pagina se vuoi ricevere una quotazione per la perizia necessaria per i beni superiori a 300.000 euro.

Se sei un fabbricante o venditore di macchine che possono godere del credito di imposta …

  • verifica che la macchina/bene strumentale che produci rientri nelle tipologie comprese nell’elenco dell’allegato A della legge (Gazzetta Ufficiale);
  • accertati la tua macchina, in elenco A1, abbia le 5 caratteristiche tassative  o fai in modo che le abbia:
    • controllo per mezzo di CNC e/o PLC;
    • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
    • integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
    • interfaccia uomo macchina semplice ed intuitiva;
    • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza;
  • controlla, e dichiara nella pubblicità della macchina, in elenco A1, e nella conferma d’ordine, l’esistenza di almeno 2 tra le seguenti caratteristiche:
    • sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
    • sistemi per il monitoraggio continuo di processo;
    • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

I dettagli tecnici esatti li trovi qui.

È importante che i tuoi commerciali conoscano queste agevolazioni e ne parlino ai clienti.

Verifica che il tuo materiale promozionale contenga e chiarisca queste informazioni.

A tale fine possiamo aiutarti organizzando training personalizzati dei tuoi venditori basati sulle caratteristiche delle tue macchine.

Stabilisci una collaborazione con chi potrà aiutare il tuo cliente con l’attestazione della conformità della macchina, e per questo possiamo aiutarti noi di Quadra.

Ricorda al tuo ufficio commerciale ed amministrativo che tutti i documenti relativi alla vendita del bene (fatture, ordini, contratti, leasing, documenti di trasporto, ecc...) dovranno riportare la dicitura che trattasi di bene agevolato secondo la legge 160 del 27 dicembre 2019, art 1 commi da 184 a 194

Tecnicamente come si fa a progettare una macchina INDUSTRIA 4.0?

Facciamo un esempio.

Se produci macchine per imballaggio e confezionamento, troverai che questa tipologia è compresa nell’allegato A della legge; a questo punto bisognerà solo soddisfare gli altri requisiti tecnici.

Per soddisfare i requisiti tassativi possono essere utilizzati particolari componenti industriali.

Per il requisito di controllo per mezzo di PLC puoi scegliere un controllore Siemens della famiglia SIMATIC S7-1200 o SIMATIC S7-1500.

Per soddisfare il requisito del controllo di processo puoi utilizzare un dispositivo di monitoraggio Sirius 3UG e 3RR sempre Siemens.

Per l’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica puoi scegliere uno switch Industrial Ethernet Scalance Siemens.

Per assicurarti che la tua macchina sia sicura secondo i più elevati standard normativi puoi richiedere la nostra consulenza specialistica e troverai anche moltissime indicazioni sul nostro blog.

Un sistema di riconoscimento a chiave elettronica è quello di Euchner EKS venduto in Italia da Tritecnica SpA.

EKS è un dispositivo per la lettura di chiavi elettroniche RFID pensato per il riconoscimento di un operatore ed adatto a tutte le applicazioni che richiedono una identificazione elettronica, dall’accesso ad un PC all’abilitazione di un sistema di controllo ad un cambio di lavorazione in un impianto.

L’operatore viene riconosciuto inserendo la chiave elettronica, dotata di transponder RFID, nell’apposita sede. La forma speciale della custodia consente di lasciare la chiave inserita durante le operazioni di lavoro. L’estrazione della chiave viene comunicata al sistema di controllo, che può così disabilitare l’accesso o registrare il termine della presenza dell’operatore e la centralina di lettura può dialogare con il sistema di controllo della  macchina tramite interfaccia RS232, RS422, USB, Profibus DP, Ethernet TCP/IP o ProfiNet

I requisiti di interconnessione ed integrazione con la fabbrica invece dipendono dal contesto informatico di dove sarà installata la macchina.

Questi requisiti possono essere soddisfatti da parte dell’azienda utilizzatrice con la realizzazione di una rete collegata con la rete aziendale esistente e con alcuni apparati (ad esempio un sistema IPC tipo un Simatic industrial tablet PC, network switch Scalance W, field PC, NETWORK SERVER).

Per soddisfare i requisiti aggiuntivi possono essere utilizzati particolari componenti industriali.

Ad esempio per la telediagnosi e il teleservice saranno necessari apparati appositi della fabbrica interfacciati con una rete PROFINET della macchina (ad esempio IPC più Network switch Scalance più field PC più network server).

Per il controllo da remoto segnaliamo, del nostro partner SMC, l’unità di interfaccia seriale EX600 a due porte compatibile con il sistema in Bus di campo EtherNet/IP™ .

Le due porte consentono tre topologie di connessione, la funzione QuickConnect™ migliora i tempi di accensione e connessione alla rete, mentre la funzione web server integrata consente l’accesso remoto tramite browser web, assicurando un avvio e una manutenzione più efficienti del sistema. Ciò consente agli operatori di gestire facilmente le operazioni di controllo dello stato, programmazione delle impostazioni dei parametri e uscita forzata, utilizzando i più comuni browser web

Cosa si può ottenere quindi con questo componente SMC  in ottica di soddisfare i requisiti aggiuntivi di Industria 4.0?

  • Conteggio Integrato dei cicli delle elettrovalvole – manutenzione preventiva.
  • Accesso remoto via web server – diagnosi, correzione errori.
  • Integrazione di sensori / attuatori.
  • Protocolli aperti standard.

Abbiamo scritto questa guida sulla base delle seguenti fonti:

Un grazie a Siemens per l’esempio della macchina per imballaggio e a Schmersal Italia, Tritecnica  e SMC per le informazioni sui componenti.

Per ulteriori domande, informazioni o assistenza tecnica puoi chiamarci ai numeri 0396060351 – 0396060383 o scrivere a info@quadrasrl.net.

Clicca sul tasto arancione ad inizio pagina se vuoi ricevere una quotazione per la perizia necessaria per i beni superiori a 300.000 euro.

Per saperne di più sui meccanismi del credito di imposta invece chiama il tuo fiscalista.

Industria 4.0 e credito d’imposta 2021: tutte le novità Leggi tutto »

10 domande e risposte sulla perizia per Industria 4.0

Se hai acquistato un bene che può godere dei benefici fiscali di Industria 4.0 o Transizione 4.0, e devi scegliere il perito “giusto” per la tua perizia, questo è l’articolo che fa per te.

Se hai bisogno di un perito, ed hai iniziato a cercarlo su Google, ti consiglio di smettere di cercare un Albo dei periti Industria 4.0, perché non esiste.

Esiste un Elenco di Innovation Manager riconosciuti dal MISE, al quale anch'io sono iscritta, ma non è detto che gli Innovation Manager possano fare le perizie dei beni. Ad esempio ho una laurea in fisica e non posso fare perizie.

La legge è molto chiara: la perizia, asseverata (richiesta per Transizione 4.0) o giurata (per Industria 4.0), la può effettuare un perito industriale, o ingegnere, iscritti nei rispettivi albi professionali, ovvero l’albo dei periti e l’albo degli ingegneri.

L’ingegnere che sceglierai può essere iscritto all’albo degli ingegneri alla sezione ingegneri edili, potrà non sapere di automazione industriale ed interconnessione, probabilmente chiederà a te di evidenziare sulla macchina tutti i requisiti tecnici obbligatori, ma la sua perizia avrà validità di legge, anche se specializzato nella progettazione degli edifici.

La perizia è un’attività tecnica ed il dovere del perito è verificare, e dimostrare con il massimo dei dati possibili in una relazione allegata alla perizia, che la macchina rientra in una delle tipologie dei beni previsti dalla legge per l'agevolazione e che soddisfa i requisiti tecnici obbligatori.

Quindi il perito preparerà una perizia dove si afferma che la macchina è agevolabile, per quale importo ed alla perizia dovrebbe essere allegata una relazione tecnica nella quale viene spiegato esattamente  perché è agevolabile.

Dico “dovrebbe” perché così afferma una Circolare dell’Agenzia delle Entrate - MISE, ma il testo della legge parla solo di obbligo di una perizia.

A questo proposito ti voglio raccontare un episodio.

La mattina del 22 dicembre 2017, me lo ricordo perché era il giorno del taglio del panettone aziendale di Natale, il nostro perito Ing. Ernesto Cappelletti, si recò al Tribunale di Milano a giurare una quarantina delle ultime perizie dell’anno; infatti avevamo aspettato le macchine consegnate in ritardo fino all’ultimo giorno utile per i giuramenti.

Le 40 perizie erano contenute in una bella borsa gialla dell’Esselunga ed occupavano un discreto spessore, considerato che ogni perizia, più attestazione, è formata da circa 70 pagine.

Mentre era in fila, in attesa al Tribunale,  il nostro perito incontrò un collega che, invece della borsona Esselunga, aveva in mano un fascicoletto di 50 fogli,  corrispondente a  circa 25 perizie di 2 pagine ciascuna.

Infatti il collega non aveva visto i modelli di perizia che il MISE aveva messo a disposizione solo il giorno 15 dicembre 2017. Noi invece li avevamo visti ed avevamo passato il fine settimana a riscrivere le perizie già redatte in precedenza.

L’allegato tecnico è necessario e deve essere fatto in modo esaustivo, ad esempio inserendo parte degli schemi elettrici della macchina, se servono ad identificare precisamente il PLC o i sensori che deve avere la macchina.

scegliere il perito per perizie industria 4.0 Quadra Srl

Domande e risposte sulla perizia per Industria 4.0

In questa sezione dell'articolo troverai le domande più comuni che mi vengono poste dai clienti sull'argomento perizie per Industria 4.0 / Transizione 4.0.

La perizia può contenere più beni? Sì, ma per ogni bene è opportuno attestare come vengano soddisfatti i singoli requisiti. Abbiamo visto alcune perizie di clienti dove i beni, tutti diversi, periziati in unica perizia erano solo elencati ed le 7 caratteristiche obbligatorie descritte per un bene solamente.

La marcatura CE della macchina è sufficiente a soddisfare la caratteristica obbligatoria n. 5? No, il requisito è esplicito: la macchina deve rispondere ai più recenti parametri di sicurezza e salute.

Moltissime macchine, sulle quali facciamo attività di accettazione per conto dei nostri clienti utilizzatori, sono marcate CE ma hanno parecchie non conformità evidenti; non sono sicure e quindi non rispondono al requisito. In caso di incidente sul lavoro causato da una di queste non conformità, e la macchina risultasse quindi non sicura, che succederebbe?

Per controllare che siano soddisfatti tutti i 7 requisiti, bisogna quindi che il perito abbia competenza di automazione, di schemi elettrici, di sicurezza effettiva del macchinario, di interconnessione, bisogna che sappia parlare con il tuo specialista del software, per capire come la macchina debba dialogare con il tuo software e deve sapere parlare con il tuo elettricista/quadrista per verificare, ad esempio, un interfacciamento di segnali.

E poi c’è la questione Assicurazione. Verifica bene che il perito che sceglierai non solo abbia stipulato l’assicurazione obbligatoria per legge, ma anche che l’assicurazione abbia dei massimali importanti, proporzionati all’attività peritale Industria 4.0. Un massimale di 500.000 euro, per anno, potrebbe non bastare per questo tipo di perizie.

Verifica la terzietà del perito, rispetto ai fornitori e costruttori di beni e servizi oggetto della perizia, come richiesto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate - MISE.

La perizia non può ad esempio essere pagata dal fornitore del bene.

L’affermazione di terzietà è nel giuramento della perizia. La mancanza di terzietà, porta ad un falso giuramento del perito e ad una perizia non valida, della quale non risponde neppure l’Assicurazione.

Per finire, ricorda che la perizia non è un’attività fiscale, ma è una attività tecnica. Noi facciamo anche la verifica delle fatture di acquisto del bene, perché vogliamo dormire tranquilli, ma la responsabilità dei documenti fiscali è esclusivamente dell’azienda.

Quanto costa una perizia per Industria 4.0?

Esiste un prezzo di “mercato” per le perizie per Industria 4.0? Anche questa è una domanda che mi viene posta spesso.

Non esiste, i periti decidono come credono; esistono però delle tariffe minime previste dagli ordini professionali, che è opportuno osservare, perché, in caso di contestazione, il compenso del professionista potrebbe risultare non equo per l’attività.

Alcuni periti quotano una percentuale del valore del bene periziato; alcune società – che offrono servizi per consulenza e perizia – fatturano una parte importante del prezzo concordato come servizio di consulenza e solamente una piccolissima parte verrà fatturata dal perito, che scelgono loro e non il cliente.

Ricordati che in caso di problemi sulla perizia, il tuo referente sarà il perito, non la società di servizi, che il compenso del perito deve essere equo ed il perito bravo, presente e disponibile quando ne avrai bisogno.

Ricordati che in caso di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate, prima la tua azienda pagherà sanzione ed interessi, oltre a rendere il beneficio fiscale, poi la tua azienda potrà rivalersi sul perito e trattare con l’Assicurazione.

Noi forniamo le perizie del nostro legale rappresentante e direttore tecnico, Ing. Ernesto Cappelletti, ed i prezzi non vengono determinati come percentuale del valore del bene, ma stimando il tempo di attività per fare di ogni perizia un lavoro perfetto.

Il risultato è che le macchine di valore basso probabilmente ne risultano penalizzate: ma la perizia e la relazione tecnica delle macchine piccole devono essere completate allo stesso modo di quelle relative macchine da milioni di euro di valore; inoltre a volte è complicato redigere una perizia per un bene “semplice”, perché è meno facile verificare il soddisfacimento delle 7 caratteristiche.

Una parte del prezzo della perizia andrà anche a coprire le spese assicurative per i circa 10 anni seguenti alla perizia del bene, ovvero tutto il periodo delle eventuali verifiche fiscali.

Quali periti è meglio non scegliere per la perizia Industria 4.0?

  • Il perito che fa la perizia da remoto senza essersi mai accertato di persona che la macchina esista e che quella da peritare sia effettivamente quella che vede sul monitor del PC;
  • Il perito pagato dal fornitore del bene, perché ovviamente non c’è la terzietà verso il fornitore del bene.
  • Il perito che dice, o scrive in offerta, “il pagamento è dovuto solo ad ottenimento del beneficio (o accoglimento della pratica) Industria 4.0” perché sono agevolazioni automatiche, si ottengono sempre, non c’è alcuna domanda da inoltrare, bisogna fare una Comunicazione al Ministero (solo per Transizione 4.0) a fini statistici.
  • Il perito che  dice “non serve uscire ed analizzare la macchina, carrelli elevatori così ne ho visti almeno 50” perché i requisiti 2 e 3 riguardano esattamente la tua azienda, e non il carrello, e vanno verificati, provati, nella tua azienda e poi descritti nella perizia.
  • Chi quota qualche centinaio di euro per la perizia perché, per uscire ed analizzare la macchina, fare le relazioni, fare firmare l’NDA e le dichiarazioni sui beni, controllare tutte le fatture, discuterne i contenuti se poco chiari, redigere la perizia e l’allegato tecnico di 70 pagine circa, verificare a più mani la perizia,  procedere al giuramento (se previsto dalla legge di riferimento, ad esempio per Industria 4.0 ma non per Transizione 4.0), scansionare ed inviare via PEC ogni singola perizia, servono parecchie giornate di personale molto qualificato ed esperto.

P.S.:  Sei arrivato fino in fondo e non ti ho ancora detto perché dovresti affidarti a noi, che è lo scopo di ogni articolo scritto da una persona delle vendite come me?

Scopri perché per la perizia dovresti affidarti a noi

Vuoi essere contattato per la perizia/attestazione di una macchina 4.0?

Compila il form qui sotto ed un esperto ti risponderà il prima possibile!

  • Scrivi qui quale bene vorresti acquistare o sottoporre a perizia per credito di imposta 2020 o iperammortamento. Se è una macchina/linea, scrivi che tipo di macchina è (es. pressa per stampaggio plastica, linea per confezionamento vasetti), dove è visionabile il bene ed il valore del bene da periziare
  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

10 domande e risposte sulla perizia per Industria 4.0 Leggi tutto »

Due anni di iperammortamento Industria 4.0, quali risultati?

Dopo due anni di intensa attività tecnica volta ad aiutare le aziende nostre clienti ad ottenere i vantaggi fiscali dell’iperammortamento Industria 4.0, è arrivato il momento di trarre le prime conclusioni dal nostro piccolo osservatorio del fenomeno Industria 4.0.

Piccolo osservatorio perché, con i nostri 22 tecnici, rappresentiamo solo una micro-realtà nel mondo dell’automazione industriale, ma in questi due anni abbiamo seguito perizie di beni per un valore di ben 116.562.229,28 € !

Facciamo un passo indietro. 

Cos’è il piano nazionale italiano Industria 4.0?

Il piano nazionale Industria 4.0 è stato proposto originariamente a fine 2016 con l’obiettivo di incentivare gli investimenti delle aziende in tecnologie ed aumentarne la competitività.

La legge attuativa è entrata in vigore per la prima volta nel 2017, poi è stata prorogata nel 2018, 2019 ed infine nel 2020, con la Legge di Bilancio 2019

Noi di Quadra abbiamo iniziato ad occuparci di Industria 4.0 nel novembre 2016.

A gennaio del 2017 abbiamo fatto parte di un gruppo di lavoro di periti in Federmacchine per stilare una bozza di modello tecnico di attestazione poi divenuto il modello di allegato tecnico proposto dal MISE nel dicembre 2017.

Sempre ad inizio 2017 abbiamo stretto una collaborazione con il Consorzio per la Meccatronica INTELLIMECH  per supportare attivamente i nostri clienti sulle tematiche dell’interconnessione di Industria 4.0 ed i clienti di INTELLIMECH con il nostro know-how sulla sicurezza degli impianti, come richiesto dal piano nazionale.

Parallelamente, abbiamo anche iniziato a redigere le perizie giurate per i beni degli associati di Confindustria Bergamo ed a collaborare quindi con il team di fiscalisti di Confindustria Bergamo.
Nel 2018 siamo entrati a fare parte dell’Innovation Hub di Confindustria Bergamo.

Innanzitutto, chi può godere del beneficio fiscale dell’iperammortamento industria 4.0?
Possono goderne tutte le imprese italiane (con sede fiscale in Italia) di tutte le tipologie (srl, spa, sas, snc) e di tutti i settori economici, ad esclusione delle imprese che applicano il nuovo regime forfettario.

Quali tipologie di imprese si sono avvalse dell’iperammortamento?

Da dopo l’entrata in vigore del Decreto “dignità” del luglio 2018, i beni acquistati devono essere operativi all’interno del territorio nazionale.

Quindi possono goderne microimprese anche artigiane, PMI e grandi imprese.

Principalmente abbiamo seguito quasi solo imprese produttive, un unico cliente è risulto operante nel settore della distruzione.

Questi sono i risultati globali sui 2 anni e poi suddivisi per anno.

I valori un po’ anomali relativi alle grandi imprese del 2017 sono dovuti al fatto che abbiamo periziato un impianto singolo con valore superiore a 50 milioni di euro. 

I valori un po’ anomali relativi alle grandi imprese del 2017 sono dovuti al fatto che abbiamo periziato un impianto singolo con valore superiore a 50 milioni di euro.  Di tutti i beni periziati, due soltanto sono stati periziati fuori Italia e sono beni il cui investimento è stato fatto prima del Decreto “dignità”.

A quali beni acquistati è stato applicato l’iperammortamento?

L’iperammortamento è applicabile a beni dei seguenti tipi:

  • beni materiali (macchine, attrezzature, ecc.) elencati nell’allegato A della legge;
  • beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati nell’allegato B della legge, indispensabili per fare funzionare i beni materiali in allegato A.

Noi di Quadra abbiamo lavorato esclusivamente su beni materiali, questo probabilmente è dovuto al fatto che storicamente ci occupiamo di macchinari e non di software.

I valori un po’ anomali relativi alle grandi imprese del 2017 sono dovuti al fatto che abbiamo periziato un impianto singolo con valore superiore a 50 milioni di euro. 

È da notare che un bene immateriale (software) è iperammortabile solo se viene anche iperammortato un bene materiale, mentre, dai primi risultati statistici dell’osservatorio del MISE, nel 2017 sono stati iperammortati molti più software che macchinari, il che significa che le aziende hanno disatteso le regole dell’iperammortamento.

Quali sono i beni di tipo A1 ed i beni di tipo A2 e A3?

L’Allegato A (beni materiali) elenca 3 CATEGORIE di beni:

  • A1: beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti (ad esempio macchine per la produzione, imballaggio, lavorazione, macchine utensili, ecc.);
  • A2: sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sistemi di sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.);
  • A3: dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0 (ad esempio sistemi di sicurezza per prevenire infortuni, diminuire errori ed aumentare l’efficienza).

Questi sono i risultati delle perizie effettuate suddivisi per categoria di bene, in “macchine per produzione” sono state considerate tutte le perizie per beni A1, in “macchine per controllo” ci sono i beni A2:

TOTALE MACCHINE e APPARECCHIATURE ANALIZZATE  
2017 40
2018 78
MACCHINE PER PRODUZIONE  
2017 34
2018 61
MACCHINE PER CONTROLLO  
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Quale tipologia di macchine hanno acquistato i nostri clienti?

Abbiamo visto macchinari di tutti i tipi, dall’apparecchiatura per controllo, alla macchina utensile, al magazzino automatico e, passando dalle isole robotizzate complesse, siamo arrivati ad un impianto che integrava completamente la produzione, dal ricevimento della materia prima all’arrivo del prodotto finito in magazzino.

Questa è stata la suddivisione in tipologie principali (macchina singola o linea/isola robotizzata):

 

Dichiarazione o perizia per l’iperammortamento?

Per godere del beneficio fiscale è necessaria una perizia giurata o un’attestazione oppure una dichiarazione da parte del legale rappresentante dell’impresa.

Infatti, per beni con un costo fino a 500.000 € basta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio del legale rappresentante.

Per beni di costo superiore a 500.000 €, è invece necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un ingegnere o perito industriale, iscritto all’albo professionale, o un attestato di conformità emesso da un ente di certificazione accreditato (definizione da testo di legge, non è chiaro se si tratta di Ente Notificato).

Su un totale di 108 analisi tecniche su beni, solamente 11 sono state richieste come supporto per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio del legale rappresentante, le altre 97 sono state a corredo di perizie giurate.

E le macchine acquistate in leasing?

L’iperammortamento del 270% o 200% o 150 %è applicabile anche ai beni acquistati in leasing.

Quale sarà stata la percentuale delle macchine periziate che hanno usufruito di un finanziamento con leasing?

E qui il risultato mi ha sorpreso non poco: solamente 3,5 milioni di euro di acquisto, su 116,5 milioni di euro totali, sono stati effettuati tramite leasing finanziario e, di questi, 3 milioni di euro sono di PMI e 500.000 € di microimprese.

Ed i beni usati per il revamping?

Il decreto milleproroghe 2017 aveva chiarito che:

Costituiscono inoltre beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.


Costituiscono inoltre beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0 i seguenti: dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.

Ma l’effettiva difficoltà nel definire esattamente quali siano i componenti agevolabili e la penalizzazione, rispetto all’iperammortamento dell’intero valore del bene nuovo di fabbrica, ha fatto sì che non ci sia stata richiesta alcuna attività di perizia su beni revampati.


Per concludere, questi sono stati 2 anni emozionanti per noi “fanatici” dell’automazione, abbiamo visto impianti meravigliosi, frutto dell’ingegno di progettisti italiani e europei, e abbiamo visto piccole imprese investire ed innovare, e quindi crescere, in organizzazione, capacità di analisi e controllo della produzione, disponibilità di infrastrutture per la gestione dei dati e dell’interconnessione.

È stata un’occasione unica per i fabbricanti di automazione ma anche per gli utilizzatori, si è creata una sinergia incredibile per coniugare le capacità progettuali dei fabbricanti con le esigenze produttive degli utilizzatori in ottica di interconnessione.

Un grazie al Ministro Carlo Calenda per avere reso possibile tutto ciò.

Due anni di iperammortamento Industria 4.0, quali risultati? Leggi tutto »

Nuovo iperammortamento 2019 Industria 4.0

Il 30 dicembre 2018 è stata approvata la Legge di Bilancio 2019 (n° 145, G.U. del 31/12/2018) che riconferma le misure INDUSTRIA 4.0 e l’iperammortamento dei beni tecnologici.

Abbiamo aggiornato il nostro articolo con tutte le novità di legge per una facile comprensione

Industria 4.0 e iperammortamento 2019: 22 domande e risposte per chi vende e acquista macchine

Questi sono i commi dell’articolo 1 della legge di riferimento per l’iperammortamento secondo il piano nazionale Industria 4.0:

  1. Al fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello « Industria 4.0 », le disposizioni dell’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano, nelle misure previste al comma 61 del presente articolo, anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
  2. La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 170 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100 per cento per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e nella misura del 50 per cento per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro. La maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 30, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
  3. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al comma 60 e che, nel periodo indicato al medesimo comma 60, effettuano investimenti in beni immateriali strumentali compresi nell’elenco di cui all’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento.
  4. Ai fini della fruizione dei benefici di cui ai commi 60 e 62, l’impresa è tenuta a produrre la documentazione di cui all’articolo 1, comma 11, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
  5. Resta ferma l’applicazione della disposizione di cui all’articolo 1, comma 93, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Resta ferma, inoltre, l’applicazione delle disposizioni in materia di investimenti sostitutivi previste dall’articolo 1, commi 35 e 36, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
  6. La determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e per quello successivo è effettuata considerando quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata in assenza delle disposizioni di cui ai commi 60 e 62.

 

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