Tipologia di ripari
I ripari sono una misura di protezione presente su pressoché tutte le macchine; la loro progettazione deve soddisfare i pertinenti requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute della direttiva 2006/42/CE e del regolamento (UE) 2023/1230 (allegati I e III, §1.4.1).
I ripari si dividono in tre tipologie, da scegliere in funzione della frequenza di accesso alla zona pericolosa e delle esigenze di utilizzabilità della macchina:
- ripari fissi;
- ripari mobili;
- ripari regolabili.
Ripari fissi
I requisiti dei ripari fissi sono stabiliti dal requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute 1.4.2.1 della direttiva 2006/42/CE (allegato I) e del regolamento (UE) 2023/1230 (allegato III):
- devono essere efficacemente mantenuti in posizione in modo permanente (mediante saldatura, ecc.) o per mezzo di elementi di fissaggio (viti, bulloni, ecc.) che rendono impossibile la loro apertura o la loro rimozione senza l’ausilio di utensili;
- quando possibile, non devono rimanere chiusi in mancanza dei loro elementi di fissaggio, per esempio non devono essere agganciati alla macchina o in qualche modo a essa collegati meccanicamente (per esempio, mediante cerniere o guide);
- i sistemi di fissaggio devono rimanere attaccati ai ripari o alla macchina quando i ripari sono rimossi;
I ripari fissi devono essere utilizzati quando l’apertura è poco frequente — per esempio meno di una volta alla settimana — in quanto la loro rimozione e il loro rimontaggio sono abbastanza laboriosi; quindi, in caso di frequenza troppo elevata, l’operatore potrebbe essere portato a non riposizionare i ripari, consentendo conseguentemente l’accesso alle zone pericolose.
Ripari regolabili
Le caratteristiche dei ripari regolabili sono indicate dal requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute 1.4.2.3 della direttiva 2006/42/CE (allegato I) e del regolamento (UE) 2023/1230 (allegato III); questi ripari:
- vengono regolati manualmente o automaticamente a seconda del tipo di lavorazione;
- devono potere essere regolati facilmente senza l’ausilio di attrezzi;
- deve essere ridotto per quanto possibile il pericolo di proiezione (per esempio di schegge prodotte dalla lavorazione).
I ripari regolabili vengono tipicamente utilizzati quando la zona pericolosa non è completamente segregabile, per esempio per la protezione degli utensili di macchine azionate manualmente, quali seghe, molatrici, ecc.; la protezione delle zone pericolose con ripari regolabili minimizza l’esposizione dell’operatore alle zone pericolose, ma non la elimina del tutto; inoltre, nel caso di ripari regolabili a regolazione manuale, l’efficace protezione delle zone pericolose dipende dal fatto che l’operatore regoli correttamente la posizione del riparo (normalmente in funzione delle caratteristiche e delle dimensioni dei prodotti in lavorazione).
Ripari mobili
I ripari mobili sono descritti nel requisito 1.4.2.2 della direttiva 2006/42/CE (allegato I) e del regolamento (UE) 2023/1230 (allegato III) e devono avere le seguenti caratteristiche:
- devono restare uniti alla macchina quando aperti (mediante cerniere, guide scorrevoli, ecc.);
- devono essere dotati di un dispositivo di interblocco, con o senza bloccaggio del riparo.
I ripari mobili possono essere aperti e chiusi senza necessità di nessun tipo di utensile, ma, alla loro apertura, il dispositivo di interblocco arresta gli elementi in movimento protetti in modo che non possano causare lesioni alle persone; questo tipo di ripari deve essere utilizzato quando la loro apertura è frequente — per esempio più di una volta alla settimana — in quanto il loro azionamento è semplice e veloce; una tipica applicazione dei ripari mobili è la protezione di accessi alla macchina richiesti per il carico e/o scarico dei prodotti in lavorazione o per il reintegro dei materiali di consumo della macchina; i ripari mobili comprendono sia gli sportelli che consentono l’accesso solamente a parti del corpo — tipicamente gli arti superiori — che le porte di accesso all’interno delle protezioni perimetrali, che permettono quindi di entrare con tutto il corpo all’interno della zona protetta.
Il requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute 1.4.2.2 della direttiva 2006/42/CE (allegato I) e del regolamento (UE) 2023/1230 (allegato III) chiede, tra l’altro, che i ripari mobili interbloccati siano associati a un dispositivo di interblocco che:
- impedisca l’avviamento di funzioni pericolose della macchina fin quando i ripari sono chiusi, e
- dia un comando di arresto non appena essi non sono più chiusi.
Le norme tecniche indicano le modalità per la progettazione e la realizzazione dei ripari mobili e dei dispositivi di protezione ad essi associati in conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute della direttiva 2006/42/CE.e del regolamento (UE) 2023/1230 (articolo 20)
I dispositivi di interblocco associati ai ripari mobili sono oggetto dell’ultima edizione della norma UNI EN ISO 14119 “Sicurezza del macchinario – Dispositivi di interblocco associati ai ripari – Principi di progettazione e di scelta”, pubblicata nel mese di giugno del 2025, che aggiorna la precedente edizione del 2013.
La norma è destinata ad essere armonizzata ai sensi della direttiva macchine 2006/42/CE e in futuro lo sarà anche per il regolamento (UE) 2023/1230.
La nuova edizione della norma ha apportato novità rispetto alla precedente edizione del 2013, tra cui:
- è stato aggiunto un nuovo tipo di dispositivi di interblocco (tipo 5) comprendente le chiavi intrappolate;
- i requisiti specifici per le chiavi intrappolate, tra cui quelli precedentemente contenuti nella specifica tecnica ISO/TS 19837, sono stati integrati nella norma;
- la tabella relativa alle misure per limitare la possibilità di elusione è stata modificata e migliorata;
- sono stati precisati i requisiti dei fissaggi non rimovibili di attuatori e/o sensori di interblocco;
- le metodologie per valutare il mascheramento dei guasti per i dispositivi di interblocco connessi in serie, precedentemente contenute nel rapporto tecnico ISO/TR 24119, sono state integrate nell’allegato J della norma.
La conoscenza della norma UNI EN ISO 14119 è fondamentale per tutti i progettisti, essendo i dispositivi di interblocco dei ripari mobili largamente utilizzati su tutte le tipologie di macchine.
Elusione dei dispositivi di interblocco dei ripari
Uno dei punti focali della norma UNI EN ISO 14119:2025 sono le misure per limitare la possibilità di elusione dei ripari mobili, pratica purtroppo abbastanza diffusa.
Ciò in ottemperanza al requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute 1.4.1 della direttiva 2006/42/CE (articolo I) e del regolamento (UE) 2023/1230 (articolo III), che richiede esplicitamente che vengano adottate misure contro l’elusione dei ripari e dei dispositivi di protezione:
1.4.1 Requisiti generali
I ripari e i dispositivi di protezione:
- […]
- non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci,
- […]
Le motivazioni per l’elusione dei dispositivi di interblocco dei ripari mobili comprendono vari aspetti, tra cui:
- intralcio all’esecuzione di alcuni compiti sulla macchina;
- necessità di controlli del processo di lavorazione per evitare scarti o difetti;
- regolazioni fini della lavorazione.
L’allegato G della norma UNI EN ISO 14119:2025 riporta un esempio di metodo per identificare le motivazioni di elusione dei dispositivi di interblocco (per una macchina automatica):
- devono essere identificate tutte le modalità di funzionamento previste dalla macchina e le attività previste sulla macchina;
- si deve quindi valutare se l’attività prevista è consentita in quella modalità e se è possibile in quella modalità senza eludere misure di protezione; se ciò non è possibile la macchina non è sicura e, quindi, la progettazione deve essere rivista;
- si devono poi riportare i potenziali vantaggi del “lavoro senza dispositivi di protezione” come, ad esempio, “maggiore precisione”; la presenza di tali vantaggi indica condizioni operative in cui le protezioni ostacolano il processo di lavoro.
Per ridurre le possibilità di elusione dei dispositivi di interblocco dei ripari mobili la norma UNI EN ISO 14119:2025 prevede che possano essere adottate le seguenti misure:
- prevenzione dell’accesso agli elementi del dispositivo di interblocco;
- montaggio non raggiungibile;
- ostacoli fisici e protezioni;
- montaggio in posizioni nascoste;
- prevenzione della sostituzione degli attuatori;
- livello di codifica degli attuatori basso, medio o alto;
- prevenzione dello smontaggio o spostamento degli elementi usando dispositivi non rimovibili;
- integrazione con un sistema di monitoraggio e controllo;
- monitoraggio dello stato; ad esempio, il sistema di controllo della macchina può controllare che il riparo venga aperto in determinate fasi del ciclo nelle quali ciò è necessario (ad esempio per lo scarico dei pezzi);
- controlli periodici;
- aggiunta di un ulteriore dispositivo di interblocco, ad esempio con principi di attuazione differenti; in questo caso il sistema di controllo della macchina può verificare la plausibilità dello stato di entrambe i sensori.
La norma UNI EN ISO 14119:2025 ha precisato che, in questo contesto, sono considerati fissaggi non rimovibili i seguenti:
- saldatura;
- incollaggio (abbastanza forte da richiedere almeno calore o agenti chimici per essere rimosso) del filetto;
- viti unidirezionali;
- rivettatura;
- erosione delle fessure delle teste delle viti per impedirne la rimozione;
- riempimento (con plastica, resina, coperture o tappi rimovibili solo tramite distruzione o sfera metallica) dell’apertura di bulloni e viti.
Non sono, invece, considerati non rimovibili in questo contesto:
- viti e bulloni con testa cava esalobata o simili e un perno nell’apertura, perché gli strumenti per queste viti sono facilmente disponibili, tranne quando il perno è stato piegato dopo l’installazione;
- uso di sostanze bloccanti facilmente rimovibili, ad esempio tappi, cera, etichette a prova di manomissione.
L’uso di fissaggi non rimovibili può essere una soluzione inappropriata nei casi in cui è prevedibile un guasto (o, ad esempio, la sostituzione a causa dell’usura) del dispositivo di interblocco durante la vita utile della macchina ed è necessaria una sostituzione rapida. In questo caso altre misure sono più appropriate.
