Direttiva macchine: uniformità dei requisiti essenziali nel territorio comunitario

Le direttive europee di nuovo approccio stabiliscono requisiti essenziali che i prodotti ricadenti nel loro campo di applicazione devono rispettare.

I prodotti che soddisfano tali requisiti possono essere commercializzati in tutto il territorio comunitario senza ulteriori vincoli.

Il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute della direttiva macchine consente quindi ai prodotti da essa regolamentati di circolare liberamente in tutto lo Spazio Economico Europeo, fissando livelli di protezione comuni validi in tutti gli stati membri.

L’articolo 15 della direttiva macchine 2006/42/CE precisa:
La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli stati membri di prescrivere, nel rispetto della legislazione comunitaria, i requisiti che essi ritengono necessari per garantire la protezione delle persone e in particolare dei lavoratori durante l’uso delle macchine, sempre che ciò non implichi modifiche di dette macchine rispetto alle disposizioni della presente direttiva.

Quindi la direttiva macchine permette agli stati membri di prescrivere requisiti ritenuti necessari per garantire la protezione delle persone, e in particolare dei lavoratori, durante l’utilizzo delle macchine.

Queste prescrizioni comprendono, per esempio, l’uso di dispositivi di protezione individuale, tempi di lavoro limitati, sorveglianza sanitaria sui lavoratori, necessità di formazione particolare o altro.

Un esempio di prescrizione aggiuntiva è quella contenuta nel comma 11 dell’articolo 71 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. che stabilisce che le attrezzature elencate nell’allegato VII del sopra citato decreto — tra cui, per esempio, apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg — siano sottoposte a verifiche periodiche, con la frequenza indicata nel medesimo allegato; tali obblighi sono a carico del datore di lavoro e valgono solo per le attrezzature messe in servizio nel territorio italiano.
È però essenziale che queste eventuali prescrizioni aggiuntive non implichino modifiche delle macchine rispetto alle disposizioni della direttiva macchine: ciò, infatti, costituirebbe un ostacolo alla libera circolazione delle macchine e quindi violerebbe un principio fondamentale dell’Unione Europea.

Un’indicazione in tal senso è contenuta anche nell’articolo 6 della direttiva 2006/42/CE riguardante la libera circolazione che dice:

1. Gli stati membri non vietano, limitano od ostacolano l’immissione sul mercato e/o la messa in servizio sul loro territorio delle macchine che rispettano la presente direttiva.
2. Gli stati membri non vietano, limitano od ostacolano l’immissione sul mercato di quasi-macchine destinate, per dichiarazione d’incorporazione di cui all’allegato II, parte 1, sezione B, del fabbricante o del suo mandatario, ad essere incorporate in una macchina o ad essere assemblate con altre quasi-macchine onde costituire una macchina.

A riguardo di questo aspetto la guida 2010 all’applicazione della direttiva 2006/42/CE indica:
§107 […] L’articolo 6 fa divieto agli stati membri, per i pericoli oggetto della direttiva macchine, di imporre requisiti o procedure per l’immissione sul mercato di macchine o quasi-macchine o la messa in servizio di macchine diversi da quelli previsti dalla direttiva stessa.
§139 […] A norma dell’articolo 15, gli stati membri restano liberi di regolamentare l’installazione e l’uso delle macchine nel rispetto delle disposizioni pertinenti della legislazione dell’UE, purché tali normative non abbiano l’effetto di limitare la libera circolazione delle macchine che sono conformi alla direttiva macchine […].
Di conseguenza, le normative nazionali sull’installazione e l’uso delle macchine o la loro applicazione non devono comportare la modifica di macchine conformi alla direttiva macchine.
[…] Si illustrano di seguito alcuni esempi degli aspetti che possono essere disciplinati dalle norme nazionali sull’installazione e l’uso delle macchine:
— l’installazione di macchine in talune zone, come per esempio l’installazione di gru in aree urbane o di pale eoliche in aree rurali;
— l’uso di macchine mobili in talune zone, per esempio l’uso di veicoli fuoristrada in aree pubbliche o di taluni tipi di macchine agricole in prossimità di abitazioni o di strade pubbliche;
— la circolazione di macchine mobili su strade pubbliche;
— l’uso di macchine in determinati periodi come, per esempio, le limitazioni sull’impiego dei tosaerba durante il fine settimana;
— requisiti di età minima per l’uso di taluni tipi di macchine.

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